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BUONA LETTURA

PSICODINAMICA DELL'ANSIA

 

a cura della dott.ssa Gabriella Pringigallo

 

Quando un parola entra nell’uso comune a volte subisce una sorta di diluizione che porta a stemperare e a rendere ‘ovattata’ l’essenza e il significato del termine stesso. Questo per esempio vale per la definizione di ‘ansia’; spesso ognuno di noi usa questo vocabolo in vari contesti ed occasioni per definire una situazione che crea preoccupazione, inquietudine o che spaventa.

In realtà a volte, dentro di noi, si confondono e si sovrappongono le emozioni di ansia e di paura, apparentemente interscambiabili ed equivalenti, ma solo apparentemente. Le persone hanno paura di qualcosa di determinato, la paura è un segnale che si innesca e che può difenderci da un pericolo, è sempre rivolta a qualcosa di esterno, che può o potrebbe succedere.
 

L’ansia (e l’angoscia), nelle sue molteplici modalità di espressione, è la dolorosa esperienza della perdita della decifrabilità, un territorio interno ed esterno a noi che diviene irriconoscibile e spaventoso.
L’esperienza dell’ansia è un’esperienza di ‘spaesamento’, di perdita dei punti di riferimento che permettono di orientarsi e di riconoscersi nei meandri delle emozioni e degli stati d’animo.

L’ansia è un territorio sconosciuto e labirintico nel quale a volte si smarrisce quel filo interiore che permette di ritrovare la strada per uscire.
L’intervento psicoterapeutico mirato ha lo scopo di aiutare la persona a trovare e ri-trovare la strada che porta verso l’origine e il significato dell’ansia, cercando e scovando le parole per narrarla, affinchè essa possa essere riconosciuta e compresa all’interno della propria storia di vita.

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SESSUALITA' NELLA MENOPAUSA. ATTRAVERSARE IL CAMBIAMENTO

 

a cura della dott.ssa Gabriella Pringigallo

 


La sessualità è energia vitale, che accompagna l’uomo e la donna in ogni fase dell’esistenza, dall’infanzia alla vecchiaia. Questa energia è accompagnata, in modo indissolubile, da un mondo di emozioni, sensazioni corporee, fantasie, paure, pensieri che continuamente scrivono e ri-scrivono i nostri desideri. Mi voglio qui soffermare su una fase della vita della donna che è rappresentata dalla menopausa, una fase fisiologica, comune a tutte le persone di sesso femminile, ma che ciò nonostante, a volte, viene descritta (e vissuta) come una malattia, una perdita, una stazione a binario tronco. Tuttavia nelle stazioni a binari tronchi si stacca la locomotiva alla testa del treno e se ne aggancia un’altra alla coda in modo da permettere al treno di uscire dallo scalo e riprendere la strada.

Le implicazioni psicologiche legate a questo evento esistenziale sono molteplici e spesso legate a qualcosa che assomiglia alla perdita di una soggettività corporea e sessuale. Possiamo paragonare questa fase a quella della pubertà, nella quale viviamo ‘l’incontro’, che ci apre al desiderio e alle nuove esperienze, fondamenti della vita adulta. Dalle prime mestruazioni all’ultimo sangue (come titola provocatoriamente un libro di Gabriella Zevi di alcuni anni fa) la sessualità femminile si sviluppa, si modifica, cambia, come cambia nel tempo il nostro stare al mondo.

Ritrovare la soggettività sessuale - e del proprio corpo - attraversando il cambiamento, è questo l’obiettivo di uno spazio psicoterapeutico di sostegno; un contenitore in cui raccogliere il proprio tempo interiore tra ricordi e nuove esperienze.

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ASCOLTA IL TUO CORPO E NUTRILO CON ARTE

 

a cura della dott.ssa Gabriella Pringigallo

 

Il sistema digerente è la parte del corpo più sensibile alle emozioni e, insieme agli alimenti, digerisce o rifiuta le situazioni della vita, esattamente come si comporta con un cibo ‘indigesto’.

I nostri sentimenti e le nostre emozioni negative sono a volte difficili da accettare. Tuttavia, in alcuni momenti, ci troviamo a fare i conti con ansia, rabbia, stress, tristezza e altri umani stati d’animo…   

Gli opposti della nostra interiorità:

siamo fatti di chiari e di scuri, di strade che si aprono limpide nella nostra mente e di grovigli paludosi dai quali non sappiamo come uscire, di serenità e gioia e di nera rabbia.

 

Essere consapevoli dei nostri molteplici aspetti  e integrarli dentro di noi ci aiuta a non spostare sull’apparato digerente (e sul corpo in generale) ciò che fatichiamo ad accettare, perché ci sembra ingiusto, perché ci fa soffrire, perché ci fa rabbia.

Come fare?

- Lo stomaco mi racconta qualcosa… lo ascolto

- Sono insoddisfatta/o. Cosa è successo che mi fa sentire così?

- A cosa assomiglia la mia insoddisfazione?

- A un quadro? A una canzone? A un paesaggio? Un film?

  Dare forma a un sentimento significa comprenderlo, accettarlo e  assegnare ad esso una rappresentazione interiore

- Trova il tuo quadro, la tua canzone, il tuo scenario e immergiti nei suoni e nei colori.

- Scrivi la tua esperienza di trasformazione e conservala. ‘Oggi mi sono sentita/o quel dipinto, quel pezzo musicale, quel posto, quel film…’

Ascoltare il nostro mondo interno (sempre così ricco e prezioso), dare ad esso una forma artistica o guardarlo come un’espressione della natura significa dargli valore e riconoscerlo nelle sue infinite sfumature.

Riconoscere le proprie emozioni e sapere che ognuna ha uno spazio vuol dire comprendere e integrare il nostro multiforme sentire e ascoltare noi stessi e il mondo che attraversiamo.