BUONA LETTURA

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LA POSTURA NELL'ANSIA
Come può aiutare l'osteopatia?

a cura di Michela Possanzini

Essendo l'essere umano un unico e complesso sistema, in cui il corpo e la psiche risultano inscindibili, alcuni disturbi posturali possono essere strettamente correlati a una componente emotiva di forte stress, originata da stati d'ansia e depressione che andranno a modificare, nel tempo, l'atteggiamento posturale della persona. Ovviamente vale anche il contrario, ossia
problematiche posturali e muscolo-scheletriche croniche posso invadere la sfera emotiva determinando disturbi d'ansia.


Cos'è la postura?
"La postura è la posizione del nostro corpo nello spazio e la relazione spaziale tra i segmenti scheletrici, il cui fine è il mantenimento dell'equilibrio (funzione antigravitaria) sia in condizioni statiche che
dinamiche cui concorrano fattori neurofisiologia i biomeccanico psico emotivi e relazionali legati all'evoluzione della specie" (Scoppa)

 Cos'è l'ansia?
L'ansia può essere definita come una condizione para-fisiologica o psico-patologica, a seconda delle manifestazioni. L'ansia fisiologica è una risorsa fondamentale dell'essere umano, poiché è necessaria per la nostra sopravvivenza, come allerta psichica ad eventi esterni. Essa incrementa le nostre capacità reattive e cognitive.

L'ansia diventa patologica quando si manifesta in modo cronico andando a determinare una limitazione delle capacità di adattamento della persona, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi e limitandola qualità della vita.
 

È caratterizza da uno stato di “chiusura” e incertezza rispetto al futuro, con la prevalenza di sentimenti dolorosi e spiacevoli. L'ansia può avere un'intensità tale da provocare unasofferenza psicofisica ingestibile.

 

Adattamento posturale nei disturbi d'ansia
Date le precedenti delucidazione inizia a essere chiaro come ansia, depressione e postura si influenzino reciprocamente.
La postura dell'ansia viene definita “ipercifotica”. Essa è caratterizzata da un atteggiamento di “chiusura”, tristezza, apatia, paura, pessimismo. Il dorso appare curvo con accentuazione della fisiologica cifosi dorsale, le spalle ruotate internamente, le braccia cadenti, il capo proiettato anteriormente e lo
sguardo basso e fisso. In alcuni casi è evidente anche l'accentuazione della lordosi cervicale e lombare.
Anche la respirazione è alterata, quella diaframmatica (addominale) risulta ridotta, quella toracica è accentuata. Un non corretto uso del diaframma (muscolo posturale e respiratorio) comporta tensioni e dolori a livello muscolo scheletrico e viscerale. Usare maggiormente il diaframma toracico farà sì che verranno utilizzati costantemente i muscoli accessori della respirazione (intercostali, scaleni, scom, piccolo pettorale, dentato anteriore, …) con conseguente affaticamento generale, facilitando l'insorgenza di tensioni muscolari, dolori diffusi, rigidità, con effetto negativo sulla postura.

Quali sono le conseguenze principali generate da questa postura “ipecifotica”?
- Ipomobilità della colonna vertebrale
- Ipomobilità delle spalle e cassa toracica
- Affaticamento respiratorio per malfunzionamento del diaframma
- Ridotta funzionalità degli organi (stomaco, intestino...) perché "compressi" dall'atteggiamento posturale
in chiusura.
- Disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (bruxismo)
- Disturbi dell'equilibrio
- Lombalgia, lombo-sciatalgia, cervicalgia
- Mal di testa


In associazione alle problematiche citate sopra, possono insorgere disturbi, quali:
- Irritabilità
- Insonnia
- Difficoltà digestive
- Difficoltà intestinali
- Affanno
- Apatia
- Debolezza
- Tremori
- Vertigini
- Paura

Cosa può fare l'osteopatia?
Un coretto approccio all'ansia prevede un lavoro congiunto con lo psicologo, fondamentale per quanto concerne la parte di elaborazione e gestione di tale disturbo.
L'intervento dell'osteopata si va ad associare al lavoro dello specialista al fine di facilitare la
liberazione delle tensioni prolungate, registrate a livello dell'organismo.
L'osteopatia, attraverso un approccio globale alla persona, interagisce a livello di diversi sistemi
corporei tra loro interconnessi (sistema nervoso, circolatorio, respiratorio, linfatico, viscerale, muscolo scheletrico).
Il trattamento manipolativo osteopatico interessa il sistema neuro-muscolo-scheletrico, viscerale e cranio-sacrale. Nel caso dei disturbi d'ansia, l'osteopata va a riequilibrare il sistema nervoso
parasimpatico e ortosimpatico i quali controllano le secrezioni delle ghiandole, degli ormoni,
la funzionalità cardiaca e alcune fasi del metabolismo.
Durante l'anamnesi ci si occupa di conoscere bene la natura delle problematiche del paziente e
le origini di tali disturbi. Attraverso il trattamento manuale si lavora al fine di alleviare il dolore
manifestato e ridurre le tensioni che interessano l'apparato neuro-muscolo-scheleletrico e viscerale.
L'approccio è globale e personalizzato, l'obiettivo è quello di lavorare al fine di riarmonizzare
la postura del paziente aiutandolo a ritrovare salute e benessere.
Un esempio pratico dell’influenza del trattamento è stato dimostrato nella tesi di Benoit Champagne presentata al Jury Internazionale di Montreal Giugno 2011 riguardante “Disturbo da ansia: effetti del trattamento osteopatico rispetto all’asse cervello-intestino”.
(http://www.osteopatianews.net/disturbo-da-ansia-effetti-del-trattamento-osteopatico-rispetto-allassecervello-intestino/).


Per informazioni e appuntamento, visitate il sito www.michelapossanzini.it
Dottoressa Michela Possanzini
Osteopata D.O. - Personal Trainer
info@michelapossanzini.it

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PAVIMENTO PELVICO E SESSUALITA'

a cura di Michela Possanzini

La medicina osteopatica pone molta importanza alla mobilità delle strutture del corpo umano.
Il movimento è quindi fondamentale per valutare e conoscere la qualità della nostra vita.
La riduzione di movimento può determinare alterazioni e disturbi nell'organismo, come dolori
muscolo scheletrici, viscerali, ma non solo.
Una serie di disturbi possono riguardare anche la sfera sessuale, alla quale si allude tanto ma se

ne parla poco, soprattutto nell'ottica dei disturbi che affliggono tale sfera.
Nel bacino coesistono diverse strutture, organi, muscoli, vasi sanguigni e linfatici, rami nervosi, i
quali cooperano per garantire lo svolgimento fisiologico delle funzioni escretorie, sessuali e
riproduttive.

 

Il mantenimento della corretta mobilità di organi come l'utero o la vescica dipendono da molteplici
fattori, i principali sono:
- buon bilanciamento delle pressioni toraciche, addominali e pelviche;
- mantenimento tono delle pareti muscolari ed elasticità delle pareti degli organi;
- corretto scorrimento fluidico e fisiologico, funzionamento impulso nervoso.


Il pavimento pelvico rappresenta il pavimento della cavità addominale, è formato da tre strati:
- fascia viscerale pelvica
- diaframma pelvico
- diaframma uro-genitale


Esso svolge tre importanti funzioni:
- funzione di supporto: supporta i visceri pelvici contro la gravità, assieme alle ossa del
bacino, muscoli e fasce circostanti, contrastando ogni possibile aumento di pressione
addominale. Supporta anche le pareti vaginali.
- funzione sfinterica: i muscoli e le fasce gestiscono i meccanismi dell'apparato urologico,
genitale e intestinale. I muscoli prevengono l'incontinenza e si rilassano durante l'urina e la
defecazione.
- funzione sessuale: i muscoli consentono il corretto funzionamento dell'apparato genitale durante l'attività sessuale.

Se il pavimento pelvico perde la sua corretta fisiologia, si possono verificare diversi disturbi alivello della sfera uro-genitale, tra cui:- dolore durante il rapporto sessuale- vaginismo- disfunzione erettile- dolore pelvico cronico- disturbi dell'orgasmo- incontinenza urinaria e/o fecale- stipsi- infiammazione organi pelvici- prolassi

Il trattamento osteopatico del pavimento pelvico è indicato per la prevenzione e cura di tutte le
disfunzioni dal sistema muscolo scheletrico che influiscono sul dolore pelvico e sui disturbi della
pelvi, al fine di ridare una corretta informazione meccanica, neurovegetativa e linfatica.


Verrà ristabilita la corretta fisiologia del tessuto muscolare, le giuste pressioni tra le cavità corporee
(cranio, torace, addome, bacino), favorendo un corretto ritorno vascolare e linfatico, con

conseguente decongestione dei tessuti del bacino.
Sono inoltre utili gli esercizi mirati a migliorare la funzione neuromuscolare del complesso
muscolare del pavimento pelvico al fine di migliorare la tonicità e la resistenza.


Fondamentale nei disturbi della sfera sessuale il lavoro sinergico con altri specialisti:
- ginecologo, per la valutazione in caso di patologia
- fisioterapista, per la riabilitazione funzionale attiva
- psicologo, per lavorare sulla componente psicosomatica del disturbo
- nutrizionista, per ridurre attraverso l'alimentazione, lo stato infiammatorio che spesso si viene a creare.


In conclusione, la regione perineale del pavimento pelvico ha un ruolo rilevante nella vita sessuale;
oltre a essere considerata una zona erogena, quando è tonica previene problemi di sessualità sia
maschile, sia femminile.

Nell'uomo i muscoli del perineo permettono un controllo dell'eiaculazione nel corso del rapporto sessuale.

 

Nella donna il perineo permette di contrarre volontariamente la vagina, partecipando alla fase motoria dell'orgasmo.

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REFLUSSO GASTROESOFAGEO E TRATTAMENTO OSTEOPATICO

a cura di Michela Possanzini

Lo sapevi che...il trattamento manipolativo osteopatico è efficace per diminuire la sintomatologia da reflusso gastroesofageo?!?
Che cos'è il reflusso gastro esofageo?
Il reflusso gastroesofageo è una condizione molto comune che si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell'esofago. Immaginiamo l'esofago come un tubo che conduce il cibo dalla bocca allo stomaco, alla sua estremità inferiore è presente una valvola (cardias), la cui funzione è quella di aprirsi per far passare il cibo dopo la deglutizione e impedire la risalita del contenuto dello stomaco verso l'alto. 

Se il cardias non funziona in modo corretto, avviene il reflusso dell'acido cloridrico, di bile e di cibo dallo stomaco verso l'esofago. Talvolta il reflusso può essere favorito dalla presenza dell'ernia iatale, cioè da una risalita dello stomaco nel torace attraverso il diaframma. Ma non sempre l'ernia iatale si associa al reflusso gastroesofageo!
Il reflusso gastroesofageo entro certi limiti è fisiologico, la quantità di acido che risale nell'esofago dopo i pasti è limitata e quindi non determina significativi problemi.
Il problema insorge quando il disturbo associato al reflusso gastroesofageo diventa ricorrente,
poiché fisiologicamente l'esofago non è “progettato”, a differenza dello stomaco, per tollerare un ambiente acido. Ciò comporta un'irritazione delle strutture (esofagite) e i sintomi che ne derivano.
Chiaramente sarà il medico di famiglia ad individuare i segni e i sintomi e indirizzare il paziente
dallo specialista, il gastroenterologo, al fine di effettuare un diagnosi più accurata e la migliore cura.

Quali sono i sintomi?
I sintomi principali sono:
- sensazione di bruciore (pirosi) nella parta alta dell'addome (epigastrio) e dietro lo sterno
(retrosternale).
- difficoltà digestive, rigurgito, difficoltà di deglutizione, alitosi, eruttazioni frequenti, gonfiore addominale, sensazione di peso in gola, raucedine, ipersalivazione, dolore alla gola frequente, tosse persistente, infiammazione delle gengive ed erosione dello smalto dentale.

Obbiettivi del trattamento osteopatico
– migliorare la funzionalità dell’area gastro-esofagea;
– migliorare l’assetto posturale del paziente;
– normalizzare l’attività del sistema nervoso autonomo e della circolazione veno-linfatica.


Il sistema viscerale è connesso al sistema muscolo-scheletrico tramite il tessuto connettivo
formando una catena funzionale che permette al corpo di lavorare come un'unità dinamica, per
questo motivo è importante non tralasciare la funzionalità della componente muscolo-scheletrica per ottimizzare la funzione viscerale e viceversa. Particolare attenzione viene rivolta al trattamento del muscolo diaframma, di fondamentale importanza per la respirazione, elemento che ha la sua influenza sullo stomaco e su tutta la componente viscerale, inoltre la mobilizzazione della gabbia toracica e della colonna dorsale è in grado di incrementare la funzionalità della barriera antireflusso.


Consigli utili
- evitare di coricarsi subito dopo i pasti, aspettare almeno due ore dall'ultimo pasto;
- elevare la spalliera del letto di 10-15 cm, riduce la risalita del materiale acido dallo stomaco;
- lo stress e la sedentarietà possono peggiorare i sintomi;
- masticare lentamente e privilegiare pasti pasti piccoli e frequenti, anche il tempo del pasto e la
masticazione incidono sul reflusso gastroesofageo;
- mantenere il proprio peso forma e svolgere attività fisica regolare, i chili in eccesso possono
peggiorare i sintomi poiché l'adipe va ad aumentare la pressione addominale;
- attenzione al fumo, la nicotina ha un effetto ipotonico sul cardias, favorisce un ipersecrezione di acido cloridrico, riduce la produzione di bicarbonato che ha lo scopo di proteggere la mucosa gastrica dall'azione corrosiva dei succhi gastrici
- una buona passeggiata facilita il processo di digestione
Inoltre è fondamentale seguire una corretta nutrizione senza le diete fai da te, ma rivolgendosi al nutrizionista.