BUONA LETTURA

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LE ORIGINI DELL'ANSIA

a cura della dott.ssa Piera Rosso

Il termine Ansia deriva dal latino “angor” che significa “stringere”: l’ansia accorcia il respiro, chiude lo stomaco, il diaframma, causa fame d’aria e può compromettere il normale equilibrio di intestino, circolazione, apparato digerente, muscoli. E dal punto di vista mentale i nostri pensieri divengono senza via di uscita, unilaterali e la nostra capacità di vedere le cose considerando più punti di vista diminuisce  pericolosamente.

Perché nasce l’ansia? Il modello cognitivo sottolinea come il tipo e l’entità delle risposte affettivo-emozionali e il comportamento in determinate situazioni, siano influenzati dal significato che la persona attribuisce alla situazione o allo stimolo e l’innesco della reazione d’ansia è strettamente legata alla percezione di controllabilità o incontrollabilità della situazione da parte della persona stessa. E’ probabile che chi prova un’ansia eccessiva abbia una visione di sé come una persona molto vulnerabile e avverta la situazione imprevedibile, incontrollabile… in pratica una situazione di pericolo. Se il nostro cervello percepisce un pericolo attiva il sistema simpatico preparando il corpo alla modalità di attacco o fuga: aumenta il battito cardiaco, l’afflusso di sangue ai muscoli,  la pressione sanguigna, i bronchi si dilatano e rallenta la digestione, gli sfinteri si contraggono. Siamo pronti per attaccare o fuggire.  In realtà non dobbiamo scontrarci con veri pericoli, e così tutte queste sensazioni vengono vissute come “sgradevoli”, per esempio i muscoli saranno percepiti come tesi e contratti, i bronchi ci porteranno ad iperventilare, non capiremo perchè abbiamo la tachicardia o perché le nostre mani e i nostri piedi sono freddi.

E a livello psichico? Si ha la sensazione di perdere il controllo e nei casi più gravi di avere un infarto o di essere sul punto di impazzire o morire.

Il disturbo d’ansia generalizzata è legato all’alterato funzionamento di alcuni circuiti cerebrali, non ancora del tutto noti, ma che almeno in parte coinvolgono il sistema dell’adrenalina e noradrenalina e interferisce pesantemente con la nostra vita impedendoci di svolgere le nostre attività quotidiane.

Alcune comuni patologie sono in realtà sintomi dell’ansia: depressione, insonnia, tachicardia, vampate e tremori, colon irritabile e squilibri ormonali.

La caratteristica principale di questo disturbo tuttavia è la costante preoccupazione, la sensazione di essere sempre in uno stato di agitazione, che qualcosa di brutto possa accadere a e stessi o ai propri cari.

E allora cosa fare? Tra le tecniche più efficaci utilizzate in psicoterapia troviamo il training autogeno, la mindfulness, l’ipnosi, meditazioni guidate e tecniche di respirazione cui affiancare una ristrutturazione cognitiva dei pensieri disfunzionali alla base dell’ansia.

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L'ANSIA DA PRESTAZIONE

a cura della dott.ssa Piera Rosso

L'ansia da prestazione è un disturbo psicologico che coinvolge la persona creando uno particolare stato di tensione nei momenti che anticipano attività che richiedono o sembrano richiedere una certa performance.

 

Può presentarsi in diverse situazioni, ad esempio sul lavoro, nelle competizioni sportive, in occasione di esami scolastici o nell'attività sessuale.

L’ansia da prestazione in ambito sessuale colpisce indistintamente sia uomini sia donne che sono accomunati dal pensiero di non essere all'altezza della situazione e dalla paura di deludere il partner.

Quali sono le cause?

Bassa autostima

Rigidità

Tendenza ansiosa

Scarso senso di autoefficacia

Tendenza all’ipercontrollo

Quali sono le conseguenze?

 Una vita sessuale poco o per nulla soddisfacente a causa di un calo del desiderio, disfunzione erettile,  eiaculazione precoce, difficoltà nel raggiungere l’orgasmo nella donna. Condizioni che possono portare gradualmente ad un calo di autostima fino ad arrivare ad evitare i rapporti sessuali.

Il trattamento

Escluse tutte le cause che coinvolgono particolari condizioni di salute, sarebbe indicata una psicoterapia attraverso cui identificare i pensieri disfunzionali che generano insicurezze e paure per sostituirli con convinzioni più realistiche e per migliorare la consapevolezza delle proprie abilità per recuperare  la fiducia in sé.

Tra le tecniche utilizzate troviamo

Tecniche di rilassamento

Training autogeno

Tecniche di respirazione

Ipnosi

L’ipnosi può rappresentare un rimedio efficace per l’ansia da prestazione. Facilita il rilassamento, mobilita e potenzia le risorse personali per la gestione dell’ansia, permette di lavorare sulle motivazioni che la provocano, migliora la percezione di sé.

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LA SESSUALITA' DOPO UN TUMORE ALLA PROSTATA

a cura della dott.ssa Piera Rosso

I tumori dell’apparato uro-genitale, che comprende i testicoli, il pene, la prostata, la vescica,  i reni, l’intestino retto, possono influenzare la sfera sessuale.

Il momento della diagnosi è spesso fonte di ansia e stress emotivo e in questa fase si assiste spesso ad un calo del desiderio.

Le problematiche maggiori si presentano con l’intervento di prostatectomia radicale, che consiste nell’asportazione chirurgica della prostata. Durante l’intervento vi è la possibilità che i nervi deputati all’erezione – che si trovano proprio attorno alla prostata – vengano asportati per sicurezza medica o danneggiati con conseguente disturbo dell’erezione. Questo effetto collaterale è previsto anche se il paziente si sottopone a radioterapia o terapie ormonali.

RIABILITAZIONE

E’ possibile trattare il disturbo dell’erezione con alcuni strumenti:

  1. Farmaci specifici che permettono una maggiore irrorazione sanguigna del pene favorendo l’erezione

  2. Dispositivi a pressione negativa che consistono in un cilindro trasparente all’interno del quale si inserisce il pene e poi aspirando mediante una pompa l’aria all’interno del cilindro, la pressione attorno al pene diminuisce e il sangue affluisce maggiormente all’interno permettendo l’erezione.

  3. La protesi peniena, invece, è costituita da due componenti di cui una, all’interno dell’organo, consta di due cilindri dilatabili, l’altra, posizionata nello scroto, è una specie di pompa che spingendo un liquido all’interno dei due cilindri, induce l’erezione. L’impianto si effettua in anestesia ed è permanente

 

Non solo la diagnosi, ma anche i trattamenti possono influire in maniera significativa sul desiderio e sull’eccitazione. Sintomi ansiosi e depressivi accompagnano spesso il paziente durante il suo iter terapeutico. Per questo motivo è fondamentale parlare apertamente con il proprio urologo e affidarsi ad un supporto psicologico che accompagni il paziente ed il suo partner ad una ridefinizione del rapporto di coppia che accompagni alla scoperta di nuove modalità di vivere l’intimità.