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BUONA LETTURA

APRIRSI ALL'ANSIA IN TERAPIA.

SENTIRE DI PIU' PER SOFRIRE DI MENO

a cura della dott.ssa Silvia Vianzone

L’ansia e la paura sono emozioni di base che hanno la funzione di segnalarci situazioni pericolose attraverso uno stato di attivazione generale dell’organismo. Entro certi livelli, quindi, sono necessarie in quanto consentono di affrontare molte situazioni importanti. Paura e ansia, però, possono diventare eccessive e ingestibili, ostacolando lo svolgimento delle attività quotidiane e interferendo con le nostre vite. È in questo caso che la terapia arriva in nostro aiuto, permettendoci di acquisire strumenti nuovi per gestire l’ansia.

Attraverso tecniche di Mindfulness, ad esempio, impariamo a prestare attenzione con flessibilità, apertura e curiosità al nostro corpo, alle nostre emozioni e ai nostri pensieri.

Concentrarsi sulle sensazioni corporee che emergono quando si sente l’ansia invece di evitarle o ritenerle sbagliate, ci permette di sperimentare i sintomi dell’ansia nel loro insieme e, contemporaneamente, a fare un passo indietro e a staccarci dai nostri pensieri. Prestare attenzione al qui-ed-ora ci impedisce di essere in balìa delle nostre preoccupazioni per fare spazio a sentimenti, sensazioni ed emozioni. In questo modo possiamo modificare le risposte fisiche, psicologiche ed emotive dell’ansia riducendole, rendendole gestibili e facendole sparire.

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PILLOLE DI SESSUOLOGIA

a cura della dott.ssa Silvia Vianzone

La sessuologia è quell’area della psicologia che studia gli aspetti psicologici, medici e socioculturali della sessualità umana. Il disturbo sessuale può, a tutti gli effetti, essere definito un disturbo psicosomatico, cioè, un disagio che ha a che fare sia con il corpo sia con la mente della persona.

È opportuno rivolgersi al sessuologo quando emerge un disagio o un sintomo nella propria vita sessuale che ostacola una serena esperienza erotica. In questi casi, il sessuologo, attraverso una prima fase valutativa, stabilisce se il problema espresso dal paziente richiede un approfondimento medico, una terapia sessuologica o se è sufficiente una consulenza sessuologica. Dato che la sessualità è parte integrante di tutte le fasi di vita della persona, ogni individuo può decidere di rivolgersi al sessuologo in adolescenza, in età adulta o in età avanzata. Gli interventi sono rivolti sia ai singoli che alla coppia.

All’interno dell’intervento si indagheranno i vissuti psicologici legati alla corporeità, alla propriocezione e all’espressione emotiva poiché desiderio, piacere, coinvolgimento ed eccitazione sessuale sono forme di manifestazioni emotive facenti parte di un vissuto psicologico soggettivo.

Il sessuologo orienta il proprio lavoro rivolto al benessere e alla soddisfazione individuale e di coppia e non soltanto alla funzionalità meccanica dell’atto sessuale o sul riferimento ad un parametro preconcetto di normalità, essendo fondamentale nell’ambito della salute sessuale il rispetto delle differenze soggettive. Ho la preparazione professionale necessaria per guidare la persona alla risoluzione del disturbo sessuale e al raggiungimento di una condizione di benessere personale e di coppia. Una "buona" sessualità, infatti, senza conflitti e ansie è, sicuramente, una parte integrante e fondamentale del benessere psicologico di tutti gli individui.

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PIACERE, SOLO PIACERE, SOLO PIACERE CONDIVISO

a cura della dott.ssa Silvia Vianzone

Il piacere sessuale è un’esperienza integrata, tanto più soddisfacente quanto più vede coinvolte, in modo cosciente, tutte le dimensioni della persona e la relazione con l’altro. Con le carezze trasmettiamo emozioni che si portano dietro i pensieri su di sé, sull’altro, sul legame e sul momento che stiamo vivendo. Attraverso le carezze veicoliamo molteplici significati, dal possesso, alla protezione, al diritto, all’eccitazione e a tutto ciò che possiamo trovare nel mezzo. Tramite i significati cerchiamo un senso ed è nel corpo che lo troviamo, senza parole, unicamente sentendo. Il corpo, così, diventa il luogo in cui trovarsi e provare piacere.

Il desiderio, l’eccitazione e l’orgasmo sono trucchi che abbiamo a disposizione per vivere il piacere in modo semplice e immediato.

Sono composti, però, da meccanismi sofisticati e complessi che risentono del disturbo di numerose interferenze esterne ed interne.

La mancanza di conoscenza, l’ansia da prestazione, la paura di essere rifiutati, il senso di inadeguatezza, la paura di essere usati, sfruttati, invasi inibisce l’eccitazione, impedisce il controllo sull’eiaculazione e il lasciarsi andare alle sensazioni di piacere, innesca meccanismi difensivi a carico del pavimento pelvico, attenua il desiderio e può sostenere strategie di evitamento. È necessario, pertanto, cercare e costruire insieme un’idea della sessualità che preveda soltanto piacere condiviso nell’intimità.

Una buona educazione sessuale, sia in forma preventiva che di consulenza clinica, è importante per le coppie in difficoltà, affiancata, se necessario, ad un intervento psicoterapeutico.

TRAUMI NON RISOLTI, STRESS E REFLUSSO GASTROESOFAGEO

a cura della dott.ssa Silvia Vianzone

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Il nostro corpo compie ogni giorno tantissime attività basilari come respirare, mangiare, dormire, succhiare e urinare, talmente basilari che è facile trascurarne l'importanza. Tuttavia, se il sonno è disturbato, l’intestino non funziona o se si è in un costante stato di fame o, addirittura, quando un semplice contatto ci fa urlare di paura, significa che all'interno dell'organismo c'è un disequilibrio. Molti problemi psicologici, infatti, sono collegati a difficoltà relative al sonno, all'appetito, al tatto e alla digestione, in particolare, tutti i problemi relativi a traumi non risolti.

 

Non è soltanto la mente ad essere coinvolta da tutta una serie di emozioni intense, ma anche l'intestino e il cuore. Finché siamo in controllo e riusciamo a registrare le emozioni per lo più nella nostra testa, ci sentiamo bene e non abbiamo problemi, ma sentirsi all’improvviso senz’aria o con un tuffo al cuore o come se ci stessero prendendo a pugni nello stomaco è insopportabile. Siamo disposti a tutto per far sparire queste sensazioni odiose e sostituirle con emozioni e percezioni definibili.

Da molto tempo viene studiata la connessione tra apparato gastroenterico e Sistema Nervoso Centrale, identificandola come un importante indicatore di salute. È stato riscontrato, infatti, come molte malattie psicologiche siano spesso collegate a comorbilità legate al tratto gastrointestinale tra cui vi è anche il reflusso gastroesofageo che sembra sia fortemente alimentato dall’ormone dello stress e da una sua cattiva gestione. Il trovarsi in un perenne stato di allarme, di attenzione elevata e di stress è proprio una caratteristica dei sopravvissuti a traumi.

Sistema Nervoso Centrale e intestino sono connessi tra loro e si scambiano informazioni attraverso il nervo vago che, oltre a stomaco e intestino, connette al cervello anche polmoni e cuore ed è fondamentale nella comprensione di come le persone affrontano il trauma. Attraverso la teoria polivagale abbiamo a disposizione una sofisticata comprensione della biologia della sicurezza e del pericolo, perché ci spiega in che modo segnali esterni come un determinato volto o un suono, un profumo o un tono di voce possano rassicurarci e tranquillizzarci o, al contrario, metterci in allarme. La teoria polivagale si è, quindi, focalizzata sul rafforzamento del sistema corporeo per regolare e gestire le emozioni.

Se ci sentiamo minacciati cerchiamo, istintivamente, aiuto, supporto e conforto dalle persone intorno a noi attraverso il coinvolgimento sociale. Ma se nessuno ci presta soccorso o ci troviamo immediatamente in pericolo, l'organismo ritorna a una modalità più primitiva di sopravvivenza: attacco o fuga. Tuttavia, se tutto ciò non funziona, l'organismo cerca di preservarsi spegnendosi e spendendo il minor quantitativo possibile di energia. Siamo, quindi, in uno stato di congelamento o collasso. È a questo punto che entra in causa il nervo vago pluriramificato, in particolare il vagale dorsale complesso. Questo sistema si estende dal di sotto del diaframma allo stomaco, al fegato, all'intestino e riduce drasticamente il metabolismo in tutto il corpo: si avverte un tuffo al cuore, non si riesce a respirare e il nostro intestino smette di funzionare. Questo è il momento in cui ci distacchiamo, collassiamo e ci congeliamo. Una volta subentrato questo sistema, le altre persone cessano di esistere, così come noi stessi. La consapevolezza si spegne e possiamo non avvertire più alcun dolore fisico. Ed è proprio l'immobilizzazione ad essere all'origine di molti traumi.

Dopo un trauma, è come se il nostro sistema nervoso e il modo in cui ci aiuta a percepire il mondo cambiasse. Tutta la nostra energia è incanalata verso la repressione del caos interiore, a scapito della possibilità di sentirci coinvolti in modo autentico nelle attività della vita quotidiana. Questi tentativi di mantenere il controllo sulle reazioni fisiologiche insopportabili possono tradursi in una svariata gamma di sintomi fisici. È per questo motivo che è di fondamentale importanza il coinvolgimento, nella cura del trauma, di tutto l’organismo: corpo, mente e cervello.

Finché non si risolve il trauma, l'ormone dello stress, che il corpo secerne per proteggersi, si mantiene in circolo e i movimenti difensivi e le risposte emotive continuano a essere rimessi in atto. Il corpo diventa il teatro della battaglia attraverso malesseri quali reflusso, gastrite, intestino irritabile, problemi cardiaci e malattie autoimmuni. Combattere costantemente pericoli invisibili è faticoso, lascia affaticati, depressi, stanchi e indebolisce il nostro sistema immunitario. La sfida non è imparare ad accettare le cose terribili che sono accadute, ma imparare a ottenere la padronanza sulle proprie sensazioni interne e sulle emozioni. Percepire, nominare e identificare ciò che sta succedendo all'interno di noi è il primo passo verso la guarigione.